09 dic 2011

Jeffrey Wainwright

Eccomi arrivata alla lettera W. Alquanto impegnativa, direi! Pur facendo lo slalom tra autori postcoloniali (mi piange davvero il cuore trascurare il premio nobel Derek Walcott), scozzesi, gallesi, americani …e dopo una crisi personale sulla validità della mia scelta di considerare solo gli autori INGLESI… resta comunque un bel po’ da leggere. Niente paura! Non demordo.
A darmi la spinta giusta è il fatto che la lista cominci proprio con un poeta inglese (e quindi non da scartare). Dopo aver superato ancora una volta l’esitazione iniziale all’idea di leggere poesia moderna, prendo il coraggio a due mani e comincio la mia ricerca in Internet scoprendo quasi subito che non ci sono molte informazioni su di lui.
JEFFREY WAINWRIGHT è nato nel ’44, quindi non è giovanissimo: ha 67 anni. E’ sposato con due figli, entrambi ormai cresciuti. Vive con la moglie a Manchester, concedendosi qualche intervallo in Italia (sarei curiosa di sapere dove… ma, almeno online, non è dato sapere!). Oltre che come poeta, lavora come traduttore e critico letterario. Tra le sue raccolte di poesie, ho notato che Heart’s Desire (1978) fu considerata una delle migliori raccolte di tutti gli anni ’70 e quindi ho provveduto ad ordinarla (già qualche settimana fa). Come immaginavo, in italiano non esiste niente (la poesia da noi non trova molti estimatori e le case editrici sono caute nell’includere poeti poco conosciuti nelle loro collane). Quindi mi sono rivolta alla mia ancora di salvezza: Amazon UK. Essendo un testo degli anni ‘70, non era acquistabile nuovo ma solo usato. Ho quindi cercato tra le varie opzioni quella che facesse al caso mio e l’ho trovata presso Bookbarn International. Un consiglio: per valutare i venditori, controllate sempre la percentuale di recensioni positive (seller rating) ma anche il numero di persone che hanno votato (più alto è, meglio è).

Ho poi trovato online alcune poesie tratte dalle ultime raccolte (Clarity or Death e The Reasoner), per fare un confronto ed una riflessione sull’evoluzione della sua poesia negli anni. Ho anche cercato dei video, ma ho trovato solo una conferenza ed una lettura della poesia “Beyond Enigma” dall’audio terrificante. Insomma, niente che valga la pena inserire qui.

Per quanto riguarda Heart’s Desire, devo dire che quando il libro mi è arrivato (direttamente dal Somerset) sapevo di aver acquistato un libro usato ma, non avendo finito di leggere la descrizione che ne faceva il venditore, non avevo idea di ciò che mi sarei trovata tra le mani. Ebbene, si tratta di una copia dismessa da una biblioteca, per la precisione: la biblioteca dell’Università di Reading.
Se qualcuno ha già letto ‘Tanto per cominciare’ saprà che la biblioteca è un luogo molto importante per me: potete immaginare l’emozione di possedere un testo dismesso da una biblioteca. Qui da noi, i libri vengono dismessi solo se distrutti e, in quel caso, finiscono direttamente al macero. Mi piace l’idea che un libro, dopo aver svolto fedele servizio presso una biblioteca, venga rimesso sul mercato dell’usato, affinchè abbia la possibilità, oltre che di far felice qualcuno che lo cercava, di risorgere a nuova vita. Certamente è quello che accadrà a questa copia di Heart’s Desire.
Mi piace anche vedere le tracce lasciate dalla sua vita precedente: innanzitutto, è ricoperto in plastica trasparente (quindi la copertina è rimasta in buone condizioni), sul dorso è applicata un’etichetta con il numero seriale ed il codice a barre per il prestito; all’interno, prima del frontespizio, c’è un timbro con il numero di ingresso del libro, la classificazione ed il nome completo della biblioteca (Bulmershe Library); a fianco c’è il timbro di dismissione (vedi immagine a lato) ed un adesivo con il codice a barre per il prestito; in fondo al libro c’è ancora la fascetta antitaccheggio.
Purtroppo il testo non è sottolineato: evidentemente gli studenti inglesi sono più disciplinati di quelli italiani. Mi ricordo benissimo le condizioni di alcuni libri che prendevo a prestito nella biblioteca universitaria che frequentavo: su alcuni sottolineature ed annotazioni erano addirittura in penna.
In realtà una cosa che mi piace molto in un libro usato è proprio vedere le tracce del precedente proprietario: un testo senza sottolineature ed appunti mi da l’idea di un testo che non sia mai stato veramente vissuto da qualcuno e mi mette tristezza.
Comunque, le premesse sono fantastiche e l’«effetto biblioteca» ha compiuto il miracolo: non vedo l’ora di sprofondare nella lettura delle poesie di Wainwright!

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