7 gen 2019

Maleducazione e inciviltà dilagano anche tra gli inglesi


Read it in English
Non riuscendo a procurarmi velocemente il famigerato Eats, Shoots and Leaves, ho ripiegato su un libro simile, che mi consentisse di esplorare anche il lato pedante di Lynne Truss, ovvero I maleducati. Contro la cafoneria della vita quotidiana. Come immaginavo già dal titolo ed ho potuto velocemente constatare fin dalle prime pagine il libro solletica l’istinto di indignazione dentro ognuno di noi… quel moto di fastidio che scatta non appena qualcosa o qualcuno ci urta i nervi. Sembra assurdo, ma a tutti capita di essere infastiditi dalla maleducazione altrui… anche coloro che spesso fanno scattare il fastidio negli altri… GIA’... non è incredibile? Di questo la Truss è molto consapevole ed arriva a sfidare i suoi lettori: “probabilmente siete anche in grado di citare all’istante, senza riflettere, una ventina di cose che vi mandano in bestia”. Come no… ma all’istante proprio… e nel mio caso anche in stile Nick Hornby, attraverso una classifica (come il protagonista di Alta fedeltà). Eccola qui  la mia top five:

  • quelli che in rotatoria, ma soprattutto nelle corsie di immissione delle superstrade entrano senza dare la precedenza a chi sta arrivando... ma non sono l’unica, qui cedo il mio pensiero a nientepopodimeno che Gioele Dix:


  • quelli che per scattare una foto o farsi un selfie fotografano chiunque li circondi come se facesse parte dello sfondo… ehi… ma non vedi che ci sono anch’io praticamente in primo piano? ma ti sei chiesto se volevo apparire nella tua dannata foto?
  • quelli che non rispettano gli insegnanti… che non sanno educare i figli e poi fanno pure gli arroganti con chi si prende questa briga… e qui partirebbe un’altra top 5 (gli errori più comuni dei genitori... o anche come rovinare un figlio in 5 mosse) ma questa è un’altra storia
  • quelli che fumano dove si mangia (non importa se all’aperto è consentito)... ehi... mi fa piacere che ti rilassi quando hai finito di mangiare… peccato che io stia iniziando e non riesca a sentire il sapore del mio cibo visto che è coperto dall’odore di fumo della tua sigaretta
  • tutti quelli che sono insensibili verso gli animali 

Ma torniamo a ciò che infastidisce Lynne Truss, che divide i fastidi in macroaree, la prima delle quali ha a che fare con il GRAZIE e la scomparsa di questa abitudine civile. Al secondo posto c’è la diffusione del fai-da-te… e qui non potrei essere più d’accordo. Io sono un’insegnante: perchè dovrei farmi benzina da sola? ma… eccheccavolo… cosa dovrei dire io ai genitori dei miei alunni? Guardi, questo è il compito… valuti un po’ lei quanto merita suo figlio. E ai miei alunni? Guardate ragazzi, il Present Simple lo trovate sul libro… è la Unit 6… studiatevelo. Oddio…. magari sarebbero pure felici… soprattutto la cosa dei voti!
Altra questione che condivido è l’invasione dello ‘spazio individuale’... la Truss ne approfitta per parlare un po’ degli inglesi, i quali hanno una lunga storia irrisolta con il concetto di privacy.
Una delle categorie sta invece diventando un problema dilagante, ovvero la tendenza a considerare una critica come fosse un’aggressione. Osserva la Truss “Se contestate un gesto di maleducazione a qualcuno sotto i 35 anni, rischiate di scatenare una reazione istintiva totalmente sproporzionata”. Qualche esempio dalla cronaca:
- in treno
- a casa
Per chiudere, lancio un sondaggio alla Nick Hornby: quali sono i 5 tipi di maleducazione che vi infastidiscono di più? Per rispondere lasciate un messaggio qui sotto ;)





LYNNE TRUSS AND THE UTTER BLOODY RUDENESS OF THE WORLD TODAY
Since I was not able to get the notorious Eats, Shoots and Leaves in a reasonable time, I had to fall back on a similar book, one which could let me explore the pedantic side of Lynne Truss, that is Talk to the Hand. As I could easily understand from the subtitle and I soon discovered from the very first pages of the book, it tickles that burst of indignation inside everybody…  that subtle outrage that is generated as soon as somebody drives us crazy with his or her bad manners. Strange as it may seem, sooner or later everybody feels that burst of indignation… even those who often generate that same feeling in others… TRUE... isn’t that incredible? That is exactly what Ms. Truss knows and she challenges her readers: “you can probably name about twenty things, right now, off the top of your head, that drive you nuts”. Of course I can… instantly… and I can also do that following Nick Hornby's example, through a list (like the protagonist of High Fidelity). Here’s my top five:

  • those who enter a roundabout, but above all those who use an acceleration lane, without giving way to drivers arriving ... and to prove I’m not the only one, I’m letting Gioele Dix explain that for me... (watch video above... sorry, no English version)
  • those who take photos of anyone around when they want to take a selfie… hey… can’t you see? am I invisible? Ask yourself whether I want to be in your damned photo.
  • those who don’t respect teachers… those who can’t raise their children properly and then get angry and become arrogant with the teachers who take it upon themselves… and another top 5  comes to my mind (the most common mistakes made by parents... or how to spoil a child in 5 steps) but this is another story
  • those who smoke where other people are eating (I don’t care if you can do that outdoors)... hey... I’m glad you relax at the end of your meal… it’s a pity that I’m just about to start eating and I can’t taste the food in my mouth because of the smell of your smoke
  • those who are indifferent to animals 

But now let’s go back to what bothers Lynne Truss, who divides the whole thing into macro-areas. The first area involves the word THANK YOU or better the progressive disappearance of that word. In the second place there’s the DIY mentality… I totally agree. I’m a teacher: why should I refuel my car alone? hey… it’s someone else’s job… what should I tell my students’ parents? Look, this is your son’s test… you can correct it and grade it. And what should I tell my students? OK, the Present Simple tense is explained in your book… Unit 6… learn it by yourself. Oh my God... They’ll probably be happier… especially with the self-grading part!
I also agree with Ms Truss as regards the progressive invasion of our privacy... where she provides interesting comments on the English, who have a long and unresolved relationship with the idea of privacy.
One of the areas is becoming a real problem, that is the tendency to consider a reproach like an aggression.
In the end, here’s a poll Nick-Hornby-style: leave your comments below, please.


Scarica gli articoli relativi a Lynne Truss come eMagazine da Scribd:

3 gen 2019

Lynne Truss e i gatti infernali


Read it in English
Il primo motivo per cui ho scelto questo libro è ovviamente il titolo… quando vedo ‘gatto’ non resisto. Il secondo motivo era la curiosità verso un lato di Lynne Truss meno conosciuto, quello dalle atmosfere dark, gotiche, misteriose. Mi incuriosiva soprattutto l’unione dei due elementi che, da lettrice di Edgar Allan Poe, già riuscivo a immaginare.
L’introduzione di un personaggio assolutamente ordinario non  lascia presagire il risvolto giallo-thriller della vicenda: Alec Charlesworth, bibliotecario, vedovo ancora in gramaglie per la perdita della  moglie, induce il lettore ad arrendersi all’idea di una storia noiosa, quando all’improvviso l’atmosfera si  tinge di  giallo ed assume toni soprannaturali. Entra infatti in  scena un misterioso ed inquietante gatto... parlante. Il dettaglio è che Roger (il gatto) ha la  voce di   Vincent  Price, divo dei film horror dell’epoca d’oro della Hammer.

Questo gatto ha  una storia da narrare ed il racconto diventa in qualche modo catartico: come in The Rhyme of the Ancient Mariner l’atto del raccontare è importante quanto la vicenda raccontata ed è controverso, poichè il narratore è combattuto tra il desiderio impellente da un lato, la maledizione dall’altro. Come in Coleridge, il prescelto (che nel libro si chiama Wiggy) all'inizio non ha alcun desiderio di ascoltare la storia, totalmente preso da altri eventi (se nel Rhyme è il matrimonio di una parente, nel libro della Truss è la sparizione di una sorella). Ma nel nostro caso esiste un secondo narratore, con il compito di dipanare la storia dando significato ad una serie di fonti diverse (un copione, una serie di lettere, delle  foto, dei file audio…).
Quando Roger inizia la sua storia, l’atmosfera si arricchisce di un altro parallelismo letterario, Intervista col vampiro (di Anne Rice) che dà una  svolta  horror con l’introduzione della figura di Captain (un secondo e più temibile gatto): è qui che apprendiamo della terribile iniziazione di Roger, iniziata dopo la morte del fratellino, e ci accorgiamo di quanto sia simile al personaggio di Louis nel romanzo della Rice… così come Wiggy altri non è che l’alter ego di Daniel, il giornalista.

L’incontro con il Capitano, che strizza un occhio a Lestat, gli cambia la vita: gli viene infatti offerta la possibilità di diventare immortale e da qui la separazione, il tradimento, l’amaro ritrovamento ed il tragico finale.
Con un protagonista bibliotecario è naturale che i libri pervadano il racconto. Oltre all’omaggio dichiarato alla Rice, è possibile riscontrare la presenza di atmosfere alla Edgar Allan Poe … soprattutto per quanto riguarda la morte di Joanna, in vero stile horror, che ricorda proprio la fine del racconto ‘The Black Cat’. 
Viene tirato in ballo perfino Sherlock Holmes, seppur in maniera scherzosa. Il cane del protagonista e della moglie, infatti, si chiama Watson e i due utilizzano citazioni dai noti romanzi per chiamarlo… 
  • COME, WATSON, COME! THE GAME’S AFOOT!
  • YOU HAVE A GREAT GIFT FOR SILENCE, WATSON. IT MAKES YOU QUITE INVALUABLE AS A COMPANION
  • WATSON. COME AT ONCE IF CONVENIENT. IF INCONVENIENT, COME ALL THE SAME
L’addio di Roger al narratore è ispirato da Shakespeare (HAMLET IS RIGHT. A MAN’S LIFE REALLY IS NO MORE THAN TO SAY ONE) ma anche da Sherlock Holmes, visto che saluta il cane con l'ennesima citazione (EDUCATION NEVER ENDS, WATSON. IT’S A SERIES OF LESSONS WITH THE GREATEST FOR THE LAST) e sceglie di farla finita con un gesto ispirato a The Final Problem (1893).





LYNNE TRUSS AND INFERNAL CATS
The first reason why I’ve chosen this book is obviously its title… whenever I read ‘cat’ I can’t resist. My second reason was because I was interested in a less talked-about aspect of Lynne Truss’s nature, the dark, Gothic, mysterious writer. I was also curious about the mixture of these two elements -cats and Gothic- and, as a reader of Edgar Allan Poe’s tales, I could imagine the outcome.
The introduction of an ordinary character at the very beginning is against all expectations of horror-thriller implications: Alec Charlesworth, a librarian, is also a widower who is still mourning his wife and when the reader is about to give up to the idea of a boring story, the atmosphere changes, the tone becomes darker with supernatural elements. A mysterious and unsettling talking cat makes an entrance. A detail: Roger (the cat) has the voice of Vincent Price, star of Hammer horror films.
This cat ha a story to tell and the telling becomes somewhat cathartic: like in The Rhyme of the Ancient Mariner the act of storytelling is as important as the events that are being told. But it’s also controversial, because the narrator is divided between the urge to tell and the curse on him. Like in Coleridge, the listener  (in the book his name is Wiggy) doesn’t want to listen to the story at the beginning, there are better things to think of (a marriage in The Rhyme, the disappearance of a sister in Truss’s book). There’s also a second narrator, whose task is to unravel the events from different sources (a screenplay, some letters, photos, audio files…) As soon as Roger begins his story, another literary parallel is revealed, references to Interview with a vampire (by Anne Rice) turn the atmosphere into horror with the introduction of Captain (a second and more fearsome cat): at this point the reader learns about Roger’s terrible initiation after the death of his little brother … at this point the readers understands how much the character is similar to Rice’s Louis… and Wiggy is none other than the reporter’s alter ego.
The meeting with Captain, Rice’s Lestat, changes his life forever: he can choose immortality and from this moment on the events will lead him from loneliness, to betrayal, until the tragic ending.
With a librarian as a protagonist it’s quite natural that books permeate the story. Besides the declared homage to Rice, it’s also possible to feel the gloomy atmophere typical of Edgar Alla Poe’s stories. In particular, the details about Joanna’s death are truly horrific and recall the final part of ‘The Black Cat’.
Even SHerlock Holmes is quoted here and there, as a joke. The dog, in fact, is called Watson and the protagonists use famous quotations from Sherlock Holmes stories when they talk to their dog:

  • COME, WATSON, COME! THE GAME’S AFOOT!
  • YOU HAVE A GREAT GIFT FOR SILENCE, WATSON. IT MAKES YOU QUITE INVALUABLE AS A COMPANION
  • WATSON. COME AT ONCE IF CONVENIENT. IF INCONVENIENT, COME ALL THE SAME

When Roger takes his leave he is inspired both by Shakespeare (HAMLET IS RIGHT. A MAN’S LIFE REALLY IS NO MORE THAN TO SAY ONE) and Sherlock Holmes (EDUCATION NEVER ENDS, WATSON. IT’S A SERIES OF LESSONS WITH THE GREATEST FOR THE LAST)... but his final act is taken from the latter and inspired by The Final Problem (1893).

30 dic 2018

LYNNE, TRUSS! Una virgola può salvare la vita… e anche la carriera


Il British Council ne decanta il sense of humour e lo spirito mordace con cui critica le abitudini degli inglesi. A questo proposito si sottolinea come il suo successo sia dovuto principalmente ad un libro sulla punteggiatura. Sembrerà strano, eppure da un argomento così poco ‘di massa’ è riuscita, grazie ad uno stile autoironico e informale, a divertire e al tempo stesso far riflettere i lettori… TANTI lettori…  aggiudicandosi così un posto nell’olimpo degli autori britannici contemporanei… e l’etichetta un po’ fastidiosa di ‘paladina della punteggiatura’ o ‘estremista della grammatica’.  Il libro in questione ha un titolo umoristico Eats, Shoots and Leaves, che contiene un gioco di parole causato, appunto, dall'errato posizionamento di una virgola. Fa, infatti, riferimento ad una frase sulle abitudini dei panda che avrebbe dovuto essere “(the panda) eats shoots and leaves”. C’è tutta una serie di battute di questo tipo in rete, della serie ‘Commas save lives’.
   

Ed è stato proprio navigando in rete che ho trovato il nuovo sito di Lynne Truss, recente, aggiornato, ironico, dove al centro della pagina campeggia la frase ‘La Truss preferirebbe tagliarsi una gamba piuttosto che scrivere una frase noiosa’... la dice lunga. L’approccio è onesto: l’autrice si racconta con sincerità ed una buona dose di umorismo British. Il curriculum vitae è davvero spassoso: inizia con i grandi titoli e dopo un susseguirsi di esperienze, pubblicazioni e altro si conclude con la sezione ‘Personal’... tutta da leggere.






LYNNE, TRUSS! Commas save lives… and careers.
The British Council praises her sense of humour and the biting wit she uses to describe British people’s customs. It is highlighted how much of her success was due to a book on punctuation. It may sound strange, yet with such an un-ordinary topic she succeeded in amusing and making readers ( a LOT of readers) think at the same time. This was thanks to her style: self-deprecating and informal. So much so that she  gained a place among the most acclaimed contemporary British writers … as well as the sometimes bothering label of ‘paladin of punctuation’ or ‘extremist for grammar’.  The book at issue has a humorous title -Eats, Shoots and Leaves- with a pun caused by the wrong placement of a comma in the sentence. It refers to panda habits and it should have been “(the panda) eats shoots and leaves”. There are a lot of puns like that online, they are called ‘Commas save lives’.
Surfing the net I found out her new website… recent, up-to-date, ironical… where right in the middle you can read “Truss would rather saw her own leg off than construct a boring sentence”... it’s a revelation. Her approach is honest: the author tells about herself with sincerity and a good dose of British humour. The curriculum vitae in the end is really funny, starting with serious matter like education and work and ending up with the section ‘Personal’... not to be missed.

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