7 gen 2018

Ann Turnbull’s Plague and The Great Fire: Sopravvivere alla peste nera e al grande incendio di Londra




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Perchè due libri? Ebbene, uno è il sequel dell’altro ed entrambi raccontano le vicende del piccolo Sam che a soli 9 anni sopravvive alla peste del 1665 e poi, l’anno successivo, al grande incendio di Londra. I libri sono rivolti ad un pubblico più giovane rispetto a quello di Mary Ann & Miss Mozart ma ciò non ha comportato una banalizzazione dei contenuti e alla fine ci si stupisce di come abbia fatto Ann Turnbull a delineare così bene personaggi e vicende in così poco spazio. In Plague incontriamo Sam a servizio da Master Kemp giusto all’inizio dello scoppio della peste: piano piano il flagello si avvicina, colpendo dapprima gli amici con cui giocava, poi le case nella strada in cui abita vengono via via chiuse ed una croce rossa compare sulle porte, fino a che anche il suo padrone si ammala e riceve la visita del dottore con l’abbigliamento usato per proteggersi dalla peste, “like a giant bird of prey”. Sam non ha nemmeno il tempo di rendersene conto e viene chiuso dentro la casa con il padrone malato e solo il suo cane a fargli compagnia: dopo la morte del padrone scopre di non poter uscire per quaranta giorni e decide così di scappare per avventurarsi nella città affrontando il rischio del contagio.
Si tratta di una sorta di versione per bambini del Diario dell’anno della peste (A Journal of the Plague Year) di Defoe con il quale ha in comune il carattere episodico ma, soprattutto, lo stile semplice e diretto e la familiarità con la città (vengono nominate, vie, strade, piazze e persone come se tutti abitassimo lì con lui e potessimo immediatamente riconoscere i luoghi raccontati).
Mi ricordo che mentre leggevo il Journal per un esame universitario decisi di appendere una mappa di Londra al muro della mia camera da letto per seguire l’avanzare della peste a Londra raccontato da Defoe e visualizzarlo: mano a mano che leggevo, quindi, attaccavo segnalini ed etichette alla mappa che, ora della fine, era diventata una testimonianza visiva degli eventi narrati.
Purtroppo all’epoca non avevo uno smartphone (ebbene sì… c’è stato un tempo in cui gli smartphone non esistevano!) e non c’era la mania dei selfie e di fotografare ogni singola cosa… così non mi è mai venuto in mente di fare una fotografia né, tanto meno, potevo conservare il risultato del mio lavoro, perchè era troppo ingombrante. Peccato!
Certo che oggi un prof di storia potrebbe riproporre una cosa simile utilizzando Google Maps con i suoi alunni e creare una mappa personalizzata della vicenda con gli spostamenti di Sam. (Eccone un esempio...)
Disgraziatamente, una volta sopravvissuto alla Morte Nera Sam se la dovrà vedere anche con il grande incendio di Londra, che prese le mosse nei pressi di un fornaio in Pudding Lane e che ridusse Londra a una ‘smoking wasteland’, come viene definito lo spettacolo che si presenta ai superstiti nelle ultime pagine del libro.




ANN TURNBULL’S PLAGUE AND THE GREAT FIRE: HOW TO SURVIVE.
Why two books this time? Well, one is the sequel of the other and both tell little Sam’s story, who survives the plague when he’s only 9 and then, the following year, the great fire of London. These books are written for a younger audience than Mary Ann & Miss Mozart but that does not mean banalized contents. In the end you are surprised by Ann Turnbull’s ability to give depth to her characters and their affairs.
In Plague the reader meets Sam when he is serving Master Kemp just before the outbreak of epidemics: as soon as the scourge approaches, friends are affected and their homes, and little by little red crosses appear on doors, until it’s time for Samìs master to get sick and receive the doctor with the usual clothing worn by plague doctors, “like a giant bird of prey”. Sam has not even time to realize what’s happening around him that he finds himself confined to the house with his sick master and a dog: as soon as he realizes that after his master’s death he can’t go out for 40 days he plots his escape and ventures out facing the risk of contagion. The book is some sort of children’s version of A Journal of the Plague Year by Defoe: the style is very similar, simple and direct, as well as the protagonist’s familiarity with the City (places and people are mentioned as if everybody knows them) and the series of incidents occurring the protagonist. I remember when I was reading Defoe’s Journal for an exam and I decided to hang a map of London on my bedroom wall in order to follow the plague in its progress and I could really visualize it because I used to stick labels and pins on the map.
Unfortunately at the time Smartphones didn’t even exist (can you believe there was a time when smartphones didn’t exist?) ...nor did the selfie mania. So, I never thought of taking a picture of the map. What a pity! It would be a great idea for today’s History Teachers to try something similar using Google Maps with the class: they could create a personalized map together (Defoe’s Journal with students and Turnbull’s stories with pupils).
After surviving the Black Death, Sam has to deal with the great fire of London, which started accidentally in a bakery in Pudding Lane and reduced the whole city to a ‘smoking wasteland’.

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28 ago 2017

Ann Turnbull: Perfino Nannerl Mozart fu vittima dei pregiudizi della sua epoca

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Il libro fa parte di un progetto che ho trovato affascinante: sei storie scritte da tre autrici diverse ma che hanno in comune un unico edificio. Tutte le vicende, infatti, ruotano attorno all’abitazione al numero 6 di Chelsea Walk (Londra) ma in periodi storici diversi, a ricostruire una sorta di biografia della casa… e tutte hanno una giovane come protagonista. 
La piccola Mary Ann vive nel XVIII secolo, epoca nella quale la casa è un collegio per giovani fanciulle: Mary Ann ha grandi ambizioni (vorrebbe diventare una cantante lirica in un momento in cui tutto ciò che era collegato al teatro era semplicemente inaccettabile per una donna), che si scontrano però con il fallimento degli affari del padre, che commercia in schiavi dall’Africa. Il tema principale è la fragilità dei destini femminili, legati inevitabilmente alle decisioni di padri e mariti oltre che alle aspettative rispetto al ruolo della donna nella società: lo si trova nella rabbia e disperazione della protagonista quando le vien fatto capire bruscamente che non potrà proseguire la scuola che adora (mentre il fratello non dovrà rinunciare alla sua istruzione) ma riecheggia anche negli altri personaggi femminili seppur appena delineati. Innanzi tutto vi si allude nella figura di Miss Mozart, personaggio speculare alla protagonista già nel titolo del romanzo e nella scelta dell’omonimia: anche se per Mary Ann si tratta di una figura esemplare della possibilità di una giovane di intraprendere una carriera musicale, in realtà il lettore sa bene di non aver mai sentito nominare la sorella di Mozart, la quale infatti scomparve dalle scene non appena fu in età da marito, per assumere quel ruolo che tanto spaventa la piccola Mary Ann. Anche le vicende del fidanzamento della sorella maggiore tradiscono la fragile condizione femminile: appena la dote viene diminuita in seguito alle sfortune economiche del padre, Harriet riceve il benservito dal fidanzato, che Mary Ann giudicava ‘rather old and dull’ oltre a non spiegarsi come mai il fidanzamento non potesse resistere alla notizia, finchè la sorella stessa la riporta alla brusca realtà: “Have you been reading romances, Mary Ann? You know love has nothing to do with it. It is my fortune that matters.” Il tema in questione è ulteriormente richiamato dalla figura di Mrs. Corelli che, in quanto vedova, ha dovuto abbandonare la carriera teatrale alla morte del marito per rifugiarsi tra le mura del collegio come istitutrice. L’unico personaggio che sembra aver seguito il cuore è la madre, la quale sembra essersi sposata senza il consenso della famiglia e che si ritrova improvvisamente impoverita in seguito ai rovesci di fortuna del marito mercante, come aveva previsto la sua famiglia. 
L’evento principale della storia, dal punto di vista di Mary Ann, è l’uscita delle ragazze ai Giardini di Ranelagh per assistere ad un concerto (che prevede anche l’esibizione di Mozart e della sorella): nel 1765 (anno in cui è ambientato il romanzo) i Giardini erano di gran moda e i concerti venivano organizzati nella rotunda, una costruzione circolare in stile rococo che si trovava al centro, della quale ho trovato due illustrazioni, una dell’esterno ed una dell’interno: 

Si tratta della prima uscita pubblica delle signorine del collegio alla quale vengono preparate per quanto riguarda i comportamenti da tenere ma per Mary Ann questa uscita è molto più importante: la rivelazione di Nannerl Mozart è per lei una conferma della possibilità di realizzare i suoi sogni e quando ripete l’esperienza per esibirsi con la servetta Jenny si accorge presto di quanto sia diversa l’uscita notturna rispetto a quella effettuata secondo le regole del decoro. Le atmosfere del romanzo richiamano in qualche punto il libro di Francis Hodgson Burnett, La piccola principessa, anch’esso ambientato in una scuola per signorine di Londra. 
Per approfondire la figura della sorella di Mozart, consiglio questo articolo sull’Huffington Post: “Maria Anna Mozart suonava meglio di Wolfgang. Ma fu costretta a smettere per imparare a cucire e trovare marito” 
Per entrare nelle atmosfere del romanzo: 
-Nymphs and Shepherds di H. Purcell; 
-Oh the pleasure of the plains di G. F. Händel; 
-Arie da The Beggar’s Opera di J. Gay;






ANN TURNBULL: MARY ANN & MISS MOZART
The book is part of a very fascinating project: six stories written by three different authors but with a building in common. All the plots, in fact, revolve around the house at 6, CHelsea Walk (London) but in different historical periods. It’s something like the biography of a house… and of the young protagonists who live there.
Little Mary Ann lives in the 18th century, an age when the house is a school for girls: Mary Ann has ambitions (she would like to be an opera singer when everything that has to do with theatre is simply unconceivable for a woman).Her ambitions crash when her father’s slavery business fails.
I would say that the main theme is frailty, in particular of women’s destinies, depending on father’s or husband’s decisions as well as the expectations and norms affecting women’s role in society. It is clear from the protagonist’s anger and despair when she understands she can’t go back to the school she loves -while her brother is allowed to carry out his studies. But it resounds in other female characters in the novel: first of all, Miss Mozart herself, a mirror character who reflects the protagonist. It is evident from the very title of the book and the fact that both the protagonist and Miss Mozart share the same name. Even if for Mary Ann Miss Mozart is an example of the possibility for a young girl to have a career in music, the reader is conscious of the fact that Mozart’s sister is not famous at all, since she disappeared from the stages as soon as she was in marrying age, when she took on the role Mary Ann is so frightened by. Even her sister’s engagement betrays the frail position of women: as soon as her dowry is diminished due to her father’s loss, Harriet is soon dismissed by her fiancé. The same man who was considered ‘rather old and dull’ by Mary Ann, who can’t really understand why the engagement should be broken until her sister rings her back to the harsh reality: “Have you been reading romances, Mary Ann? You know love has nothing to do with it. It is my fortune that matters.” The theme pervades other characters, too. Mrs Corelly, who, as a widow, had to leave her career in the theatre after her husband’s death and take refuge behind the walls of the school.
The only character who seems to have followed her heart is Mary Ann’s mother, who had married without her parents’ consent and finds herself impoverished after her husband’s reversal of fortune.
The main event in the story, the climax from Mary Ann’s point of view, is the visit to Ranelagh Gardens for a concert: in 1765 (year in which the novel is set) the Gardens were fashionable and concerts were held in the rotunda,  a circular rococo building in the centre of the gardens. Illustrations above.
The concert is the first occasion for the girls to be in society and behave properly, but for Mary Ann it is far more important: Nannerl Mozart is for her a revelation of the chance to realize her dreams. When she tries the experience by night with Jenny the servant, she realizes how different and dangerous it is for a woman outside the unwritten rules for decorum.
The atmosphere of the novel sometimes recalls Francis Hodgson Burnett’s A Little Princess, which is set in a school for girls in London, too.
For a deeper understanding of Mozart’s sister, read the article in the Huffington Post: “By The Way, Mozart Had An Equally Talented Sister”
For a better understanding of the atmosphere of the novel:

24 ago 2017

Ann Turnbull: Un viaggio nell'anima degli adolescenti di ogni epoca.


Scrittrice di romanzi storici per ragazzi nata nell’Hertfordshire dove, infatti, ambienta spesso le sue storie, Ann Turnbull ha una grande capacità di delineare i tratti di epoche storiche passate, riuscendo a far immedesimare il lettore  nei personaggi e nelle atmosfere ma, soprattutto, riesce a cogliere i punti di vista delle sue piccole protagoniste al di là dei luoghi comuni e senza paternalismi: è evidente una grande fiducia nelle capacità e nelle risorse degli adolescenti e talvolta si ha l’impressione che l’adulto sia già dentro di loro, in attesa di uscire fuori. Le lezioni di storia accompagnate dalla lettura di uno dei romanzi della Turnbull sarebbero sicuramente più chiare, soprattutto per i ragazzini del primo ciclo: quale modo migliore per far capire com’era la vita in un determinato periodo storico se non leggerlo direttamente raccontato da un coetaneo? In questo la Turnbull è specialista: raccontare il punto di vista di un adolescente risultando credibile, con i piccoli egoismi, l’egocentrismo e, al tempo stesso, la passione e lo slancio puro di chi crede in qualcosa con tutto sè stesso…Dalla lettura della biografia di Ann Turnbull nel sito ufficiale mi accorgo che abbiamo diversi elementi in comune: l’amore per i libri e per le storie fin da piccola, l’arrivo di una macchina da scrivere che ha sancito in qualche modo l’inizio ufficiale della propria scrittura (nel mio caso era una Olivetti Studio 42, che era della famiglia di mio padre e che ho praticamente consumato a forza di scriverci sopra)... e naturalmente la presenza di un gatto!




She’s a writer of historical novels for children and teenagers. She was born in Hertfordshire where most of her stories are set and she’s really good at giving the outlines of past eras and getting her readers identify with her characters. Above all, she’s good at seizing her little protagonists’ points of view besides common places and without paternalism. It’s always clear that she has a great confidence in children’s capabilities and sometimes you get the impression that the adult is inside them, just waiting to come out. I think that history lessons with a parallel reading of one of Turnbull’s novels would get teenagers to grasp what life was like in a specific historical period: is there a better way to understand than read the words from someone your age? Ann Turnbull is able to explore the minds of teenagers with their small egoisms, their self-centredness and the passion of those who really believe in something…
I’ve read Mrs Turnbull’s biography on her site and I’ve found more than one element in common: first of all, the love for books and stories since she was a child, the coming of a typewriter which marked the beginning of her own writing (in my case it was an Olivetti Studio 42, which belonged to my father’s family and which I almost wore out)... and, obviously, a cat.
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