01 dic 2011

Benjamin Zephaniah: Refugee Boy




Refugee Boy è la storia del piccolo Alem e dei tentativi di farsi accettare come rifugiato politico a Londra. Il tema è affrontato in maniera assolutamente non retorica, anche se ogni tanto questo bimbo sembra un po’ troppo buono. Benjamin inserisce anche un proprio alter ego adolescente nella figura di un ragazzino rastafariano di colore, Asher, che scrive poesie, è vegetariano e predica la pace.
E’ una sorta di romanzo di formazione: il piccolo Alem impara ad affrontare la vita, reagendo e imparando a prendere in mano le situazioni che gli capitano nonostante le tragedie che lo hanno segnato. Il lettore vive assieme al bambino le varie fasi di inserimento: dallo stupore iniziale, allo straniamento, al rifiuto, all’indifferenza, all’accettazione. E’ bella la parte in cui il padre di Alem cerca di fare il disinvolto dicendo all’ufficiale doganale di voler visitare “the famous Oxford Road and Piccadilly Circle”.



Alem fatica ad abituarsi al tempo inglese, troppo rigido per lui. Trova strano vedere cani e gatti nei cortili, anziché capre e polli. Trova il cibo inglese troppo asciutto e piuttosto preferisce mangiare italiano… spaghetti! Ma, soprattutto, trova strana l’abitudine degli inglesi di bere tè a tutte le ore, enfatizzata dal personaggio di Mrs Fitzgerald, la madre adottiva, che quando non sa cosa fare, prepara una tazza di tè, risultando spesso comica.




E’ bella l’idea di apertura del romanzo, con lo stesso episodio che si ripete in maniera identica in Ethiopia e in Eritrea, dando luogo a due brevi capitoli gemelli. L’accettazione è totale per quanto riguarda i libri: Alem ama leggere, desidera imparare tutto ciò che è possibile e diventa un vorace lettore.


La READING LIST di Alem:
-Charles Dickens, Great Expectations (Grandi speranze)-George Orwell, 1984
-William Golding, Lord of the Flies (Il signore delle mosche)-Wilfred Owen, Poems

Attraverso le osservazioni di Alem che cerca di capire le abitudini del nuovo Paese, Zephaniah inserisce la sua critica alla superificialità, al consumismo, all’aridità delle persone.


P.S.: Anche questo testo l’ho letto in lingua originale, come We Are Britain!e Lionboy. In italiano non esiste ed è davvero un peccato perché sarebbe molto adatto in un progetto scolastico di narrativa. Si presta a vari approfondimenti interessanti ed istruttivi, tra cui: il bullismo, i rifugiati, la guerra e gli adolescenti, Etiopia ed Eritrea, Charles Dickens, il Natale, la Giamaica, la filosofia rastafariana, Nelson Mandela.

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