22 feb 2012

Sarah Waters

Sarah Waters è nata nel Galles, ma vive in un appartamento vittoriano a Londra. Spesso viene archiviata come ‘scrittice lesbo’, ma in realtà è molto di più. Lo ha dimostrato con i suoi ultimi romanzi che escono completamente dal genere lesbo ed affrontano storie raccontate da un punto di vista maschile. 
Ha scritto 5 romanzi, il primo dei quali è Tipping the Velvet del 1998, che ha avuto grande successo di critica e di pubblico. Tre di questi romanzi sono ambientati nell’epoca vittoriana (che ADORO! Promette bene… ), mentre gli ultimi due negli anni ’40. Alcuni sono stati trasposti per la televisione inglese ad opera della BBC, altri sono già progetti filmici.
Sono andata a ‘curiosare’ nel suo sito, che è di quelli che piacciono a me: ordinato e dall’impostazione logica e visiva molto chiara, al tempo stesso semplice, ma ricco di materiali. La sezione ‘Extras’, in particolare, è davvero utile per avvicinare l’autrice virtualmente.  C’è innanzi tutto una Gallery con immagini dai set dei film. C’è una sezione interviste, dove si riesce a cogliere lo spirito di Sarah. Infine, per un’impressione reale, c’è una sezione video in cui si può vedere l’autrice parlare dei propri libri: l’idea che mi sono fatta io fin dalla prima intervista è di sicurezza, innanzitutto. Discute di letteratura e di storia come se non avesse fatto altro per tutta la vita. Per quanto riguarda l’aspetto, con un termine inglese la definirei ‘pixie-like’, una sorta di folletto, probabilmente a causa della corporatura minuta... ma anche i capelli così corti e un po’ “sparati” e le strette fessure oculari hanno contribuito all’immagine.
Più volte, nelle varie interviste, le viene chiesto se scriverebbe un libro ambientato ai giorni nostri e Sarah tende a rispondere di no, perché ama le ambientazioni storiche e la parte che le piace di più dello scrivere è quella della ricerca storica iniziale. Pare che prima di scrivere un libro si prepari molto leggendo e facendo ricerca sullo scorcio di secolo in cui vuole ambientare la vicenda. Neanche a farlo apposta, si sofferma su un particolare che, dopo aver letto Marina Warner, trovo importantissimo, ovvero la percezione di artificialità durante la lettura. Sarah sostiene che non ci sia niente di peggio di leggere un romanzo storico e percepire che alcune informazioni sono state inserite dall’autore appositamente per compiacersi, per pavoneggiarsi. Lo stesso vale per i dettagli, continua l’autrice, che devono essere pertinenti… altrimenti la percezione di artificialità spezza l’incantesimo sul lettore (aggiungo io!).
Dalle interviste è chiaro il modo di procedere di Sarah Waters: l’idea che emerge è quella di una scrittrice che si lascia trascinare da ciò che scrive, senza aver già deciso tutto prima. Racconta anche la sua giornata-tipo come scrittrice… che ho trovato un po’ troppo disciplinata (me l’aspettavo diversa): siede alla sua scrivania tutti i giorni imponendosi un numero minimo di parole (1000) da scrivere prima di alzarsi.

L’informazione che ho trovato più interessante è il libro che l’ha ispirata a diventare una scrittrice: Wideacre di Philippa Gregory (che è anche l’autrice del libro da cui è stato tratto il film L’altra donna del re con Scarlett Johansson e Natalie Portman). L’influsso di questo romanzo pare essere stato enorme, è quello che l’ha spinta ad incuriorisi per il genere del romanzo storico, a seguire un dottorato sul romanzo lesbo-storico e, infine, ad iniziare a scrivere.
Carica di impressioni positive, mi armo e parto di gran carriera verso la libreria, dove conto di trovare diversi libri della Waters, visto che sono stati pubblicati dalla TEA e che hanno avuto un discreto successo. La fortuna mi sorride e torno a casa con Affinità, Turno di notte e L’ospite. Ho intenzione di leggerli proprio così, in quest’ordine, sia per una questione di correttezza cronologica che per una curiosità personale sulle tematiche lesbo di ambientazione vittoriana delle prime opere.

P.S.: Già che c’ero mi sono procurata anche il film ispirato al libro

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