30 dic 2011

Helen Walsh: Senza pudore

Senza pudore di Helen Walsh mi ha lasciata senza parole. Mentre lo leggevo il mio cervello registrava ritmicamente le seguenti impressioni: schifo, bello, bello, schifo, bello, bello, schifo… e a dire la verità sono ancora molto combattuta. Così ho tastato il polso della rete: ho girellato tra blog, chat, siti e forum per farmi un’idea di come è stato accolto. Non avrei dovuto farlo. Non avrei dovuto perché mi sono imbattuta nel blog di Mia ed ho scoperto che mi ha letteralmente rubato le parole di bocca (o dovrei dire dalle dita). Eppure per me è stato proprio così. Ho ingoiato questo libro come una pasticca di Ecstasy, mi sono calata tutti gli undici capitoli uno dietro l’altro e… lo sballo dell’Ecstasy non lo conosco, ma quello che mi ha procurato questo libro è stata un’altalena di emozioni: dal rifiuto, alla pietà, alla comprensione, al rigetto (in alcuni punti anche alla nausea), in un continuo susseguirsi e avvicendarsi di impressioni spesso contrastanti.
Anche l’idea di arrendersi alla lettura senza farsi domande l’ho trovata molto azzeccata. In un certo senso, la scrittura della Walsh ti costringe a fare proprio questo, perché non ti lascia il tempo di pensare, di razionalizzare. Ti scarica addosso il flusso di pensieri e azioni dei suoi personaggi senza darti tregua, senza lunghe descrizioni per farti respirare e così ti trovi pagina dopo pagina ad assistere agli eventi senza riflettere. In un paio di occasioni mi sono ritrovata con lo stomaco ed i muscoli in tensione per quello che stavo leggendo: ho avuto giusto il tempo di rendermene conto, rilassarli… e riprendere la lettura, che è corsa via veloce fino alle ultime parole.
Ma veniamo alla storia: Millie O’Reilly è la figlia di un professore universitario ed è iscritta all’università. E’ inelligente e bellissima, ma l’università è l’ultimo dei suoi pensieri: la sua vita ruota attorno al sesso (è bisessuale), all’alcool e alla droga che condivide con il suo grande amico Jamie. Una sorta di gorgo di perversione la inghiotte, pagina dopo pagina, fino a risputarla fuori proprio all’ultima pagina, quando ormai la daresti per persa.
La storia è ambientata nella Liverpool degradata (ma anche nella Liverpool studentesca) verso la quale l’autrice, così come Millie, ha un rapporto di amore/odio.

Direi che Helen Walsh ama la musica: in Once Upon a Time in England la musica pervadeva il testo e pensavo che fosse per caratterizzare i personaggi, qui mi rendo conto che è l’impronta della scrittrice.
Ancora una volta, per immergersi nelle atmosfere del libro…
Aretha Franklin, I Say a Little Prayer      
Van Morrison, Moondance                       
Van Morrison, Brown Eyed Girl                          
Nick Drake, Fruit Tree                                  
Joy Division, Love Will Tear Us Apart     
P. J. Harvey, One Line                                  
Bob Marley, Jamming                                  
New Order, Crystal                                       

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