13 nov 2011

Louisa Young

Anche Louisa Young è un personaggio interessante. Si tratta di una scrittrice e giornalista londinese. E’ cresciuta e vive tuttora nella casa di J. M. Barrie, dove fu scritto il famosissimo Peter Pan. Che dire? Tutti i giorni si affaccia alla finestra da cui entrava Peter…
Il suo primo libro è una biografia della nonna, che era niente meno che Kathleen Scott, l’impavida moglie dell’esploratore antartico Robert Falcon Scott. Gli esempi di donne forti e intraprendenti non sono certo mancati nella sua famiglia. Altrettanto si può dire per quanto riguarda la letteratura: ai tempi della nonna quella casa era frequentata da scrittori quali George Bernard Shaw e Max Beerbohm. Furono i suoi nonni a comprare la casa da J. M. Barrie. A mio avviso è una casa magica, le cui parete sono impregnate di letteratura. E’ una casa in cui le storie scaturiscono in modo naturale e la scrittura fluisce come il pensiero. Louisa ne è consapevole ed è molto orgogliosa della sua casa.
Dalla sua postazione traballante vicino alla finestra, Louisa ha scritto una trilogia incentrata su una donna davvero particolare: ex danzatrice del ventre, ex-motociclista, madre single… certamente una figura da approfondire. Purtroppo io non vado pazza per le trilogie: amo arrivare alla fine di un libro e sapere che è finita (tranne nei rari casi in cui mi affeziono molto ad un personaggio da desiderare non mollarlo mai).
Quindi, ho deciso di cominciare l’esplorazione dall’ultimo libro che ha scritto: My Dear I Wanted to Tell You (L’inverno si era sbagliato in italiano). Sarà perché adoro le ambientazioni storico-letterarie e, ancor di più, le storie d’amore travagliate, ma questo libro mi ispira proprio. Facendo una ulteriore ricerca in rete, ho trovato un paio di video promozionali del libro molto belli. Se insegnassi ancora ai ragazzi delle superiori li userei certamente in classe. E’ un bel modo sia per riassumere le tematiche principali di un libro che per esercitare la comprensione orale (magari con una scheda-guida) e si possono usare anche come spunto di conversazione. Uno dei due promo contiene anche un’intervista a Louisa Young, che costituisce una piccola sfida di comprensione, perché l’autrice ha un lieve difetto di pronuncia sulla ‘s’ che complica un po’ le cose… ma non troppo visto che il linguaggio è comunque alla portata di un livello intermedio (se affrontato in maniera guidata). Sicuramente rende l’autrice più ‘umana’, la fa sentire più vicina, raggiungibile... e sicuramente questo aspetto umano rende più facile ricordare la persona e associarla alle sue opere.
Dunque, adesso uscirò a correrò in libreria a vedere se trovo il libro. Essendo una novità, spero di essere fortunata e riuscire a comprarlo subito.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...