15 mar 2012

Sarah Waters: Turno di notte

Turno di notte si apre a Londra nel 1947 e racconta sprazzi di esistenza di alcune persone che, si capisce quasi subito, sono in qualche modo disintegrate dentro: ci sono tre donne (Kay, Helen e Julia) coinvolte in una sorta di triangolo amoroso, il giovane Duncan che vive con il vecchio signor Mundy, la sorella di Duncan, Viv, che è penosamente legata a Reggie, un soldato sposato. Poi uno spostamento temporale trasporta il lettore nel 1944 per seguire gli eventi che hanno provocato quella frattura interiore nei personaggi ed hanno cambiato il corso della loro vita. In particolare, quelli durante un terribile bombardamento notturno. Un ultimo flashback porta il lettore al 1941, all’origine di tutto.
Queste persone sono tutte in qualche modo collegate: Viv lavora con Helen, è la sorella di Duncan ed ha un “conto in sospeso” anche con Kay. Mano a mano che procede la lettura si capisce che su ciascun personaggio pesa un fardello. Le loro vite sono come interrotte, sospese, sembrano non condurre da nessuna parte. In qualche modo ricordano la paralisi presente nei racconti di Joyce (Gente di Dublino). Fin dall’apertura si capisce che della vita di Kay non è rimasto che un guscio vuoto e vi si fa riferimento quasi subito nel romanzo quando viene paragonata ad un fantasma e si sottolinea che la sua vita è come ferma. Mano a mano che si procede all’indietro nel tempo, capiamo che Kay ha già dato tutto ciò che aveva da dare facendo l’infermiera volontaria durante la guerra e che la sua vita si è svuotata nel corso di un maledetto turno di notte. Anche la vita di Duncan è come sospesa ed anche nel suo caso scopriamo come e perché procedendo a ritroso fino al terribile evento che ha sconvolto la sua giovane vita. Lo stesso vale per Viv, incapace di tagliare il filo che la lega ad un uomo sposato che si rivela un mascalzone.
La prima parte non mi è piaciuta molto, la trovavo un po’ noiosa e davo la colpa all’ambientazione facendo continui confronti nostalgici con l’ambientazione vittoriana di Affinità. Ma dal primo flashback in poi sono stata travolta dalla forza del destino ed ha prevalso la curiosità: ho seguito il filo che portava all’inizio della matassa senza interruzioni trovando una sorpresa dopo l’altra.
Poi, sapendo che anche da questo romanzo la BBC ha tratto un film TV ho deciso di procurarmelo. Purtroppo non sono riuscita a trovarlo e l’unico modo per vederlo è stato in lingua originale a pezzi (ben 7) su YouTube. Nonostante il fastidio di guardarlo sul computer e di dover avviare il video successivo appena terminava uno spezzone, mi è piaciuto molto… quasi più di Affinità. In particolare, ho trovato davvero indovinato l’espediente con cui hanno reso i due flashback e cioè l’effetto rewind. In generale, la chiave di lettura del romanzo proposta dal regista è stata interessante, ovvero l’idea di andare a ritroso per scoprire cosa ha portato i personaggi al punto in cui li troviamo in apertura di film. Questo è sottolineato da una voce esterna all’inizio che invita ad immaginare di entrare in un cinema al secondo tempo, per poi scoprire successivamente cosa era accaduto ai personaggi durante il primo tempo. Ho trovato i personaggi di Kay, Helen e Julia molto simili a come li avevo immaginati leggendo il libro; un po’ meno Viv e Duncan.
Per chi volesse condividere l’esperienza:

The Night Watch (2011): Part 1Part 2Part 3Part 4Part 5Part 6Part 7


LIBRI NEI LIBRI:
C’è un riferimento alla storia leggendaria di Sweeney Todd: “Non mi piace il barbiere. Penso sempre che stia per farmi a pezzi per mettermi in un tortino.”
Duncan ha memorie dell’Oliver Twist di Dickens.
Julia ed Helen apprezzano la letteratura popolare: Gladys Mitchell, Elinor Glyn, Ethel M. Dell, Daphne Du Maurier, storie di intrighi e passioni.
Viv ha preso lezioni di dizione in cui recitava brani di Walter de la Mare e ricorda ancora a memoria la poesia The Listeners.

MUSICA – Per entrare nelle atmosfere del libro:
- Yes, we have no bananas today – Eddie Cantor che allude al periodo bellico inglese, durante i quale il governo aveva bloccato l'importazione di banane per un anno e i negozianti esponevano cartelli con quella frase per ironica protesta.
- There's Something About A Soldier - Cicely Courtneidge
- Bye bye Blackbird, Gene Austin

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