10 gen 2012

Sarah Wardle: Score!


L’avventura di Sarah Wardle inizia con la carica di ‘poet in residence’ presso la sua squadra del cuore, il Tottenham Hotspur Football Club (che è una delle squadre inglesi più importanti). In una intervista per la BBC ha dichiarato che tra i suoi obiettivi c’era anche quello di avvicinare la poesia alla cultura popolare: “We want people to know that poetry is about contemporary things and there's no subject that poets don't write about.”
Come ho già premesso, io detesto il calcio. Ho quindi dovuto fare un bel po’ di ricerche per capire di cosa diavolo stesse parlando nelle poesie contenute in questa raccolta. Ci sono infatti continui riferimenti a persone, colori, oggetti ed eventi importanti per la squadra che ad una prima lettura non dicono assolutamente nulla… a partire dalla copertina, che ho scoperto raffigurare il campione Robbie Keane mentre va a rete.
Non ho apprezzato granchè queste poesie. E’ esattamente il genere ‘moderno’ che non mi piace. In effetti, questo è rassicurante: mi pareva strano aver avuto tutto quell’entusiasmo per i poeti che ho incontrato finora in questa mia sfida (Zephaniah e Wainwright) e mi stavo quasi ricredendo su quelli che credevo essere i miei gusti.
Una cosa che ho notato (e che mi ha stupita) nel modo di scrivere della Wardle, però, è la presenza persistente della natura nelle sue poesie. La poesia “St George’s Eve”  apre la raccolta su note patriottiche (“On St George’s Eve head back to the England you know”) e descrive minuziosamente un villaggio di campagna e la natura che lo circonda, una natura fatta di sky e trees, stones e clouds,  di yew e oak trees, ma anche di owls, dogs and lambs. Certo, quando parte con i grandi giocatori e allenatori, si sente la familiarità con la storia degli Spurs: si parla di score, autographs, victory, injury room. Si nominano i grandi: Bill Nicholson, Jermain Defoe, il Keane che è in copertina. Ma le grandi partite sembrano dipendere da un concetto classico del fato: l’attesa del risultato fa emergere parole come prophecy, lo stadio viene paragonato a quelli di Delfi, si parla di oracoli e di protettori… e c’è anche qualche verso memorabile.

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