19 lug 2015

In viaggio nel tempo e nell'anima con Rose Tremain

Rose Tremain è una scrittrice inglese apprezzata per gli affreschi storici che riesce a dipingere con i suoi romanzi. Ha un’incredibile capacità di ricreare atmosfere di epoche passate e popolarle di personaggi credibili, dalle personalità complesse. Ogni piccolo oggetto attorno a loro prende vita, caratterizzando la scena ed i personaggi stessi e diventa significativo rivelando, oltre alla grande dote di narratrice, la padronanza delle tecniche narrative che ha insegnato per anni nei corsi universitari di scrittura creativa presso la University of East Anglia. Un’altra straordinaria dote di Rose Tremain è la capacità di immedesimarsi nei suoi protagonisti e trasmettere al lettore il loro punto di vista, siano essi uomini o donne, di quest’epoca o di un’altra. Per lei è quasi una sfida: riuscire ad usare l’immaginazione fino ad immedesimarsi anche nel personaggio più distante e strano possibile. Ecco che i suoi protagonisti sono variegati: dal medico cialtrone de Il favorito, al  cercatore d’oro neozelandese, a un vedovo polacco, un bambino, un maggiordomo, perfino Wallis Simpson.
Ogni romanzo è preceduto da un’approfondita ricerca, ma è importante per l’autrice fare in modo che le informazioni ricavate dalla ricerca rigorosa siano in un certo senso ‘invisibili’ e vengano completate dall’immaginazione: esse devono aiutare a ricreare l’atmosfera giusta, anziché manifestarsi sotto forma di dati e informazioni enciclopediche.
Ci sono diverse interviste disponibili su YouTube dalle quali si percepisce una certa sicurezza, una grande professionalità nel modo in cui parla di sé e del suo approccio alla narrazione. 
Se dovessi insegnare Rose Tremain a scuola, fare sicuramente vedere l’intervista per la casa editrice francese JCLattes: https://www.youtube.com/watch?v=oXSXVc0DcGA
Credo che il modo migliore per far conoscere un autore, soprattutto per quanto riguarda i contemporanei, sia avvicinare i ragazzi il più possibile all’autore stesso, anziché leggere sterili introduzioni ricche di date sui libri di testo. In questa intervista l’autrice parla in modo chiaro e comprensibile di stile, di narrazione, di metodo e credo che con una scheda guidata da completare i ragazzi coglierebbero più facilmente le caratteristiche più rilevanti dell’autrice. Farei poi seguire la lettura di uno stralcio da uno dei suoi romanzi e chiederei di ritrovare nel testo alcuni degli elementi di cui ha parlato nell’intervista, magari creando dei gruppi di lavoro e affidando a ciascun gruppo un brano da un romanzo diverso e facendo poi esporre a ciascun gruppo gli esiti del lavoro di ricerca. Insomma, attuerei una strategia da 'scuola-laboratorio' che credo Rose Tremain apprezzerebbe molto...





Rose Tremain is an English writer who is very appreciated for the historical frescoes she paints with her novels. She has an incredible skill to create atmospheres of past ages and get them alive with complex characters. Every small thing around them comes to life and enriches the scene, as well as the characters themselves and becomes significant. That’s how you get the idea that you are reading a book by a skilled novelist, one who masters narrative techniques. In fact she had been teaching creative writing at the University of East Anglia. But there’s another extraordinary gift: it’s her skill to identify herself with her protagonists and convey to her reader their point of view, wether they be men or women, from this age or another. It’s almost a challenge to her: being able to use her imagination and put herself in the mind of someone who is as far and strange as possible to herself. Her protagonists are varied: from the scoundrel doctor of Restoration to a New Zealand gold digger, a Polish widower, a boy, a butler, even Wallis Simpson.
Every novel is preceded by accurate research, but it’s very important to Mrs Tremain that the information from her research are ‘invisible’: she needs her imagination to make them complete. The results of her research must help recreate the right atmosphere, and not show up in the novel under datas and encyclopedic information.
There are some video-interviews on YouTube where you can get an idea of her self-confidence and competence in the way she talks about herself and her relationship with narration. If I had to teach Rose Tremain to ESL students at school, I would certainly show the interview for the French Editor JCLattes: https://www.youtube.com/watch?v=oXSXVc0DcGA
I think the best way to get students to learn a writer, especially as regards contemporary authors, is to let them approach the author himself/herself, rather than read sterile introductions full of datas on their school books. In the mentioned interview Mrs tremain talks very clearly of style, narration, method and I think that with a guided worksheet the students would be able to  easily remember the writer. I would then give them an excerpt from a novel and ask them to find in it elements of the things she mentioned in her interview. Better, I would divide them into groups of research, giving each an excerpt from a different novel and asking them to present the results of their work to the class. I think Rose Tremain woul appreciate this approach…

18 gen 2015

Mary Wollstonecraft: biografia di un'opportunista.

La biografia di Mary Wollstonecraft … l’avevo inizialmente scambiata per Mary Shelley. Quindi esordirò spiegando la differenza tra le due: la prima (in ordine cronologico) era Mary Wollstonecraft, una scrittrice e filosofa inglese di fine 700, che sposò il filosofo William Godwin (diventando così Mary Godwin) e morì dopo aver dato alla luce la loro bimba; la seconda era, appunto, la loro bimba, Mary Wollstonecraft Godwin, che sposò il poeta Percy Bysshe Shelley, diventando così Mary Shelley, nota soprattutto per aver scritto il romanzo Frankenstein.
Come dicevo, la biografia della Tomalin riguarda la madre. Una volta capito questo, ci si tuffa volentieri nelle atmosfere di fine settecento.
Un po’ meno interessante del solito il quadro familiare inziale. La parte più apprezzabile, dal mio punto di vista, è la vitalità dei circoli letterario-filosofici che Mary frequentava, il più longevo dei quali è stato attorno agli uffici dell’editore Joseph Johnson, in George Street, di cui facevano parte nomi quali il pittore Henry Fuseli, il filosofo William Godwin, lo scrittore William Cowper e molti altri.

Ne emerge comunque la figura di una donna forte, orgogliosa e, talvolta, capricciosa… sicuramente opportunista: femminista all’occorrenza ma, una volta innamorata, desiderosa di legalizzare la propria posizione e alla spasmodica ricerca di stabilità. Lo divenne a tal punto da sfinire il povero William Godwin (notoriamente contrario al matrimonio), che accettò di sposarla purchè tenessero i reciproci appartamenti e rimanessero separati. Purtroppo morì in seguito a complicazioni dovute al parto della piccola Mary e Godwin rimase ad occuparsi della loro bambina e della figlia che la moglie  aveva avuto da una precedente relazione. Dopo la sua morte Godwin scrisse le sue Memoirs in cui raccontò la loro storia d’amore.



Mary Wollstonecraft’s biography… at the beginning I thought it was Mary Shelley’s. So, I’m going to explain the difference between the two: the first (chronologically) was Mary Wollstonecraft, an English writer and a philosopher who lived at the end of the 18th century and married the philosopher William Godwin (becoming Mary Godwin); she died after giving birth to her daughter. The second was her daughter, Mary Wollstonecraft Godwin, who married the poet Percy Bisshe Shelley (becoming Mary Shelley); she is famous for the novel Frankenstein.
As I was explaining, Tomalin’s biography is about the mother. Once understood that, you can gladly enjoy the atmosphere of the late 18th century. Even if the beginning, with all the details about her family, is a little less interesting. The most valuable part, I think, is the vitality of the literary-philosophical circles Mary joined. In particular, the one above Joseph Johnson’s office in George Street: the painter Henry Fuseli, the philosopher Woilliam Godwin, the writer William Cowper and many others used to meet there.
Ms Tomalin describes a strong, proud -and sometimes naughty- woman, but above all she was opportunistic: feminist in general but –once in love- longing for stability and marriage. So much so that she exhausted poor William Godwin (famous for his position against marriage), until he accepted the idea to marry her as long as they lived in their respective flats. Unfortunately she died after giving birth to her daughter Mary and Godwin took care of the baby together with a daughter Mary had had from a previous relationship. After her death Godwin wrote his Memoirs where he told about their love story.

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10 gen 2015

L'amante di Dickens: biografia di un fantasma.

Ho sempre avuto un certo interesse per Charles Dickens: amo il suo stile, le sue descrizioni tolgono il fiato, sono vere e proprie fotografie della Londra vittoriana, un periodo storico che mi ha sempre affascinata. Ho sempre trovato lodevole il suo ostinato interesse per il destino dei deboli e degli indifesi ed il suo personale modo di raccontare le loro vicende è commovente, anche quando si tratta di personaggi secondari. Bastano pochi tratti e subito si prova empatia per ciò che accade allo sciagurato (o alla sciagurata). 
E’ così che ho scelto di leggere ‘The Invisible Woman’, ovvero la biografia di Nelly Ternan, l’amante di Dickens. Innanzi tutto perché non sapevo che avesse avuto un’amante e poi per scoprire un po’di più sulla vita di questo autore prolifico ma misterioso al tempo stesso. 
Claire Tomalin, come sempre, ti prende per mano e ti porta indietro nel tempo, guidandoti attraverso le persone che hanno dato origine al personaggio di cui racconta e quelle che la circondavano. 
Con Nelly il lettore è introdotto gradualmente nel mondo del teatro: la Tomalin ci conduce dietro le quinte dei teatri vittoriani e, al tempo stesso, ripercorriamo le vicende familiari di Nelly, figlia di attori abbastanza noti. La madre, rimasta vedova, era padrona della propria carriera, così come la nonna: si procuravano gli ingaggi, studiavano, recitavano e, soprattutto, guadagnavano e si mantenevano da sole… cosa davvero eccezionale all’epoca e che denotava un gran temperamento. Non solo… riuscivano anche a sfuggire la cattiva fama solitamente associata alle attrici (considerate alla stregua di prostitute). 
La Tomalin riesce ad essere molto precisa riguardo le varie vicende teatrali, attingendo a piene mani dalle memorie scritte da attrici dell’epoca (ad esempio quelle di Ellen Terry, la più popolare attrice dell’epoca). Gradualmente, all’interno di questo mondo fa capolino Dickens, che a quanto pare amava il teatro al punto da esibirsi di quando in quando, suscitando sempre grande approvazione. 
Quest’uomo era dotato di grandi talenti, oltre che come scrittore, era anche un bravo attore, adorava i bambini (ne aveva ben 10 dalla moglie), sapeva trattare la gente, le sue letture dai suoi romanzi erano sempre affollate ed apprezzatissime. La sua condotta era irreprensibile… finchè non incontrò Nelly, da cui rimase conquistato. All’epoca lei era appena diciottenne e lui si insinuò nella sua vita come un benefattore, un sostenitore entusiasta della sua carriera, ma ben presto furono travolti entrambi da una imprevedibile quanto devastante storia d’amore. Lui lasciò la moglie e i pettegolezzi rischiavano di stroncarne la carriera, così scelsero di nascondersi e vissero di sotterfugi, di brevi e lunghe fughe di quando in quando e la Tomalin suggerisce anche l’ipotesi di una gravidanza di Nelly, terminata male. Fatto sta che alla sua morte, lei era lì, accanto a lui.
Mentre stavo leggendo la biografia di Nelly mi sono imbattuta nel film ‘The Invisible Woman’, la trasposizione cinematografica del libro. Con la regia di Ralph Fiennes, che si è ritagliato il ruolo principale, la bravissima Kristin Scott Thomas, nei panni della madre di Nelly e Felicity Jones in quelli di Nelly stessa. E Tom Hollander, un po’ sacrificato ne ruolo di Wilkie Collins.

L’apertura del film già ci dice tutto: una piccola figura nera attraversa lo schermo velocemente in senso contrario a quello usuale, ovvero da destra verso sinistra. In questa immagine c’è già tutta la portata della storia di questa fanciulla controcorrente che è stata una meteora nella vita di Dickens. 
Claire Tomalin nel suo libro la descrivere perfettamente in poche righe:

Trailer del film:

P.S.: il libro mi ha ispirato un kit per scrapbooking dedicato a Nelly.





I’ve always had an interest in Dickens: I love his style, his descriptions leave me breathless, they’re real-life pictures of Victorian London, an age I’ve always been fascinated by. I’ ve always found his interest in the miserable and the defenseless great: their stories were really moving, even when they were just secndary characters. In a couple of lines you felt sympathy for their destiny. My interest in Dickens was the reaso why I chose ‘The Invisible Woman’, that is Nelly Ternan’s biography, Dickens’ lover. First of all I didn’t know he had a lover anf then I wanted to discover more about the life of this prolific and mysterious writer. Claire Tomalin, as usual, takes your hand and brings you back in time, leading you among the people who surrounded her. Through them the reader is introduced to the world of theatre: behind the scenes of Vistorin theatres and at home with the Ternans as well. Nelly was the daughter of quite renowned actors. Her mother, once widowed, pursued her a career, like her grandmother: they earned their own money… which was really out of the ordinary at the time. That meant they were strong women. Ms Tomalin is very detailed about an actress’ life: she clearly uses actresses’ memoirs as her sources, first of all Ellen Terry’s, the most popular actress at the time. Dickens appears gradually in this world, as he loved theatre and used to perform every now and then, always getting positive reviews. The man was really talented: he was a great writer, a good actor, and he loved children (he had 10), he liked people as well and his lectures from his novels were often crowded and appreciated. His conduct was irreproachable… until he met Nelly, who conquered him. At the time she was just 18 and he sneaked in her life as  a benefactor, an enthusiast supporter of her carreer, but soon finished overwhelmed by  a deep love story. He left his wife and there were rumours threatening to end his career, so they chose to hide and live by subterfuges… they had short and sometimes long escapes together and Ms Tomalin suggests the idea of a pregnancy, which ended badly. The facy is that when he died she was there, next to him. While I was reading Nelly’s biography I came into the film ‘The Invisible Woman’, the adaptatiion from the book. With Ralph Fiennes as a director and the leading character, the wonderful Kristin Scott Thomas in the role of Ellen Terry and Felicity Jones in the role of Nelly. And Tom Hollander, a little bit sacrificed in the role of Wilkie Collins.
The opening scene of the film is very eloquent: a tiny black figure quickly crosses the screen right-to-left, the contrary of the reading direction. This image alone tells a lot about that strong and particualr woman, who was a steady meteor in the life of Dickens. Claire Tomalin describes her well in her book:
A COMPLICATED AND RESOURCEFUL YOUNG WOMAN WHO WAS VERY NEARLY CRUSHED BY THE HUGE WEIGHT OF DICKENS ON HER LIFE, AND WHO FOUGHT TO SAVE HERSELF IN THE ONLY WAY SHE KNEW.