24 ott 2011

Benjamin Zephaniah

Eccomi dunque al via che, in questo caso, è la fine. Come ho già dichiarato, partirò dalla Z che è anche incoraggiante, visto che offre un solo risultato: BENJAMIN ZEPHANIAH. Chi è costui?

Tanto per cominciare… due parole su come sono abituata a procedere.
Da brava maniaca dell’archiviazione (se potessi mi metterei anche le parti del corpo in ordine alfabetico… dall’alto verso il basso, naturalmente!) e dell’informatica quale sono, ogni volta che incontrerò un autore, creerò una cartella di materiali da inserire nel mio già vasto archivio (‘LITERATURE’). Si tratta di un archivio che ho iniziato a costruire all’università, studiando la letteratura inglese. Mano a mano che incontravo gli autori, compilavo una scheda con qualche cenno biografico e una bibliografia commentata, a cui poi aggiungevo eventuali appunti di corsi, lezioni, incontri. Finita l’università, dopo che ho iniziato ad insegnare, ho cominciato ad aggiungere altri materiali che potevano tornarmi utili per preparare esercizi, attività, progetti. Innazitutto, ho cercato in Internet una serie di immagini degli autori, poi per ogni autore ho creato un file in cui registravo eventuali opere letterarie tratte/ispirate all’autore stesso o ad una sua opera. Lo stesso facevo con i film, la musica, le opere pittoriche, i fumetti (adoro l’interdisciplinarietà e, in generale, le connessioni tra le cose… tutto ciò che produciamo è in qualche modo influenzato da ciò che abbiamo visto e/o sentito fino a quel momento, oltre a portare comunque i segni della nostra originalità… e quindi mi piace confrontare come i ‘classici’ –ma non solo- convivono con lo spirito moderno). Poi ci ho preso gusto (a cercare in Internet) e così ho inserito anche materiali didattici che trovavo online: quiz, cruciverba, esercitazioni, test, le ‘study guides’ dei film ispirati alle opere dell’autore… insomma, tutto ciò che trovavo interessante. Potete immaginare le dimensioni che questo mio archivio ha preso nel corso degli anni. Il paradosso è che ora non insegno più a studenti delle superiori ma, come ho già detto, delle medie… quindi non ne ho più bisogno. Eppure, ho tutte le intenzioni di continuare ad accumulare. Primo: perché mi da soddisfazione. Secondo: per la teoria della formichina. “Cos’è?” direte voi. Beh… si può riassumere così: “Metti da parte, non si sa mai che possa servire!” Sembra banale, ma vi assicuro che nel mio caso ha sempre funzionato. Quando meno ve lo aspettate, arriva sempre il giorno in cui avrete bisogno di qualcosa che avete messo da parte… soprattutto se stiamo parlando di materiali per l’insegnamento e non di un vecchio maglione.

Detto ciò, torniamo a Benjamin Zephaniah… fatemi fare un po’ di ricerca.

21 ott 2011

Tanto per cominciare...

Sono un’insegnante precaria.
Questo, immagino, si era già capito.
Potrei presentarmi in mille modi diversi, ma da quasi 10 anni questa frase è sempre la prima a uscire fuori. E’ come una gocciolina d’olio, incessantemente a galla sopra tutto. Fortunatamente l’altro aspetto che mi ha davvero sempre caratterizzata è stato l’amore per la lettura. Fin da piccola divoravo di tutto (fumetti, giornalini, libri…). I miei, lettori voraci, mi hanno iscritta alla biblioteca che avevo appena 5 anni (non sapevo ancora scrivere, hanno dovuto firmare la tessera al mio posto): volevo a tutti i costi fare parte del club anch’io. Tessera numero 168 (non male, vero?). I libri della biblioteca… li ho quasi consumati. Ovviamente da grande volevo diventare una bibliotecaria, che era anche il mio gioco preferito. Già! Avevo creato delle bustine di carta che appiccicavo nel retrocopertina dei libri di casa, dove infilavo i cartellini del prestito, compilandoli mentre immaginavo di darli in prestito ai miei amici. Li facevo anche regolarmente rientrare… tranne qualche volta, quando volevo vendicarmi con qualcuno usando la più temibile delle punizioni: l’avviso di ritardo e la multa! Una vera e propria onta!
La biblioteca è un luogo che ha caratterizzato buona parte della mia vita: ho fatto in tempo a fare le mie ricerche scolastiche lì. (Forse la mia è stata l’ultima generazione a farlo? Intendo, prima dell’avvento di Internet…) Poi, durante gli studi universitari ho deciso di passare dall’altra parte ed ho fatto richiesta di volontariato culturale. Non si sentiva molto, da quelle parti… ed ho dovuto spiegare al sindaco in persona le mie intenzioni. Fatto sta che cominciai a dedicare metà della mia giornata alla biblioteca, affiancando la bibliotecaria (Bianca) e imparando da lei il più possibile. E’ stato un periodo bellissimo per me: stavo vicina a i libri e alle persone che amano i libri. Alcune delle mie amicizie più care sono nate lì, tra una discussione su un libro e una litigata su un autore.
Nel frattempo, cercavo di laurearmi in Letterature Straniere all’Università di Verona. Avevo una buona media, ma raramente prendevo un 30 (con mio grande rammarico). Questo perché quando iniziavo a studiare per un esame, di solito mi appassionavo all’argomento ed iniziavo tutta una serie di letture secondarie e approfondimenti e percorsi alternativi, che mi conducevano all’esame spesso non avendo finito di prepararlo fino in fondo. Che dire? Non ero fatta per tempistiche così brevi, non ero certo una macchina sforna-esami. Per fortuna questo mio difetto mi fu invece utilissimo nella preparazione della tesi di laurea: finalmente potevo approfondire quanto volevo!
E fu così che mi laureai con il massimo dei voti… e un’intensa storia d’amore con la letteratura inglese. Intensa… ma irrisolta. Avevo in qualche modo la sensazione di non saperne abbastanza. Certo di autori ne avevo incontrati nel percorso, di libri ne avevo letti molti …e finalmente avevo cominciato anche a comprarli (mi ero fatta un punto d’onore nel comprare tutti i libri che servivano per gli esami, dando inizio così alla mia biblioteca personale). C’erano però tanti buchi in quella preparazione: autori mai incontrati, periodi mai approfonditi (per esempio: cosa accadeva dopo gli anni ’70?).
Ora finalmente mi toglierò di dosso quella sensazione di incompletezza, quell’insicurezza di fondo. QUI COMINCIA LA MIA SFIDA CONTRO ME STESSA.
Qualche anno fa sono incappata nella sezione Literature del sito del British Council e mi sono trovata di fronte ad un elenco alfabetico degli autori britannici contemporanei. “Ecco il mio momento! ” mi dissi. Fu così che decisi di leggere le opere di alcuni di loro, partendo dalla A (questo è tipicamente da me… probabilmente è dovuto al fatto che sono del segno della Vergine… a buon intenditore poche parole!). Fatto sta che due anni dopo ero arrivata alla Z con la sensazione di aver fatto un’esperienza entusiasmante. Avevo conosciuto autori che una professoressa di Lingua Inglese (a proposito: è questo che insegno) non dovrebbe non conoscere. Purtroppo si trattava ancora di una storia d’amore irrisolta. Come spesso accade con i buoni propositi, soprattutto quando si è presi da lavoro (E SI E’ PRECARI), non avevo tenuto fede al patto iniziale, scegliendo solo una piccolissima parte degli autori presenti e lasciando perdere ‘la cosa’ per alcuni periodi (d’estate puntualmente non ne volevo sapere …). Avevo come la sensazione che fosse impossibile arrivarne in fondo. Invece, arrivare alla Z è stato così gratificante e mi ha talmente riempita di gioia (nonostante non mi fossi attenuta completamente al piano iniziale) che adesso ho deciso di fare le cose come si deve.
LA SFIDA
LEGGERO’ IL GLI AUTORI INGLESI IN QUELLA LISTA, FACENDO IL PERCORSO AL CONTRARIO, OVVERO PARTENDO DALLA Z.
Ecco la lista, per chi volesse controllarmi o accompagnarmi in questa follia: http://literature.britishcouncil.org/writers
Ho anch’io dei limiti, però. Mi conosco e so già che non considererò giallisti, scrittori di fantascienza, saggisti. Inoltre, come ho specificato, considererò solo autori ‘inglesi’ (a buon intenditor poche parole). Altri limiti? Probabilmente sì… d’altronde la lista è enorme. Prometto però che farò le cose meglio che posso, cercando di scartare il minimo possibile.
P.S.: Forse non l’ho ancora scritto, ma insegno in una scuola secondaria di primo grado (scuola media). Ciò spiegherà l’interesse particolare per i libri per ragazzi. Ho la ferma convinzione che la conoscenza di autori inglesi per ragazzi e delle loro storie rientri pienamente nel programma di cultura e civiltà. Oltre a sviluppare negli alunni l’amore per la lettura…
PP.SS.: Questo è Ari (da Aristotele) e, come potete vedere, ama i libri come me. Ovviamente mi accompagnerà in questo percorso.

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