5 gen 2014

Susan Wicks: semplicità nella poesia.


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Dopo la scomparsa di Ari ho sentito molto la solitudine. I pomeriggi al computer erano improvvisamente diventati interminabili senza le richieste di attenzione del micio. Le serate sul divano erano una tristezza per me e mio marito. Ma non ci decidevamo a cercare un altro micio perché ci sembrava di tradire il nostro “piccolino”. Alla fine ci siamo arresi  e siamo andati a vedere qualche cucciolata. Io mi sono innamorata di un micetto tutto grigio e così, qualche mese dopo, eravamo di nuovo in compagnia. L’abbiamo chiamato Silver, sia per il colore che in omaggio al personaggio del romanzo di  Jeanette Winterson, “Il custode del faro”. Ovviamente Ari rimane nel nostro cuore ed ha un suo posto speciale in giardino, circondato da cespugli di lavanda… così d’estate è circondato dalle apette che amava tanto rincorrere.

Ma torniamo alla sfida… Questa volta ho cominciato subito dal libro: ho preso in mano Night Toad di Susan Wicks ed ho iniziato a leggerlo prima di sapere qualcosa su di lei. L’ho letto tutto e sono rimasta un po’ perplessa. Allora ho navigato alla ricerca di informazioni e non è emerso molto, solo qualcosa sulla sua vita. Devo dire la verità: avevo deciso di saltare Susan Wicks. Certo, avevo letto le sue poesie, ma non avevo proprio nulla da dire al riguardo. Finchè… non ho trovato un video su YouTube in cui lei legge alcune delle sue poesie proprio da questa raccolta. Ed è cambiato tutto!
Mi sono ritrovata di fronte a questa signora molto tipicamente inglese che con pacatezza ha iniziato a leggere e allora sono rimasta affascinata dalla musicalità della lingua e dal modo direi quasi dimesso di leggere (non teatrale, non declamato, ma semplice, quotidiano). Ho stoppato e mi sono procurata subito il libro per seguire meglio. Che piacere! L’atmosfera ‘domestica’ del video rafforzava l’impressione di star leggendo insieme le sue poesie… allo stesso tavolo… mancava solo una buona ‘cuppa’. Ogni tanto dimentico quanto sia bella quella lingua. Finita l’esperienza, con molta soddisfazione, sono ritornata all’inizio del video ed ho cominciato a leggere e rileggere con lei le sue poesie… esercizio di pronuncia (ecco la prof che viene fuori).

E allora eccomi qui a riguardare le sue poesie e cercare nuove interpretazioni.
Per esempio "Night Toad", la poesia che dà il titolo alla raccolta, è bellissima nella sua testimonianza di una morte improvvisa e fulminea.

“Lo vedi a malapena – / Il profilo, la pelle fredda / Quasi una foglia morta, / a chiazze marroni, verde pallido, / cachi. Siede placido / gonfiando ritmicamente il respiro / proprio sul pelo dell’acqua / tra i solchi nel sentiero. // E improvvisamente è al centro / Di un cono di luce / Che cade dal cielo notturno –  / Nei solchi scorre fuoco liquido, / ragnatele impresse sul fondo nero, / ogni filo d’erba tagliente chiaro / e separato – finchè il sibilo / della vita umana se ne va, / l’aria non crepita più, / il tremore si ferma / e lui può tornare  / da dove era venuto. // Ma cos’era questa /  Se non la morte?”

Il rapporto tra i quattro elementi nel momento della morte: la bestia terrena che si trova tra acqua, aria e fuoco e viene sconfitta nella lotta tra le vita e la morte.


Ma è bellissima anche ‘My Father’s Handkerchiefs’, con le fantasiose metafore usate dalla Wicks per rendere il concetto che dà il titolo alla poesia. Ecco che i fazzoletti usati si trasformano in mostri di origami, scheletri nei quali ciascuno può immaginare la forma che vuole, un po’ come si fa con le nuvole da bambini: farfalla, tartaruga, airone, granchio, giglio, cigno…












SUSAN WICKS: SEMPLICITY IN POETRY
After Ari’s departure I felt real loneliness. My afternoons at the computer were suddenly endless without my cat’s attention requests. The evenings on the sofa were suddenly sad for my husband and me. But we never got round to looking for another cat because it seemed like betraying our “little one” to us.  We gave up in the end and went to see some kittens. I fell in love with a grey kitten and, after a few months, we were in company again.  We called him Silver, both for the colour of his fur and after the character in Jeanette Winterson’s novel “Lighthousekeeping”. Obviously Ari is in our hearts and has a special place in the garden, surrounded by lavander.. so that in summer he’s surrounded by bees, which he loved to run after.

Let’s get back to my challenge now… This time I started right from the book: I just opened Night Toad by Susan Wicks and started reading without knowing anything about the author. I read it in one go and I was a little puzzled in the end. Then I surfed the net looking for some information and I didn’t find much, just something about her life. I must admit I was thinking of leaving Susan Wicks out of my list. Yes, I had read her poems, but I didn’t have much to say about them. When… I found a video on YouTube where she’s reading the poems in this collection. And I changed my mind! When this typically British woman started reading –calmly, simply- I noticed the musicality of her language and I was fascinated by the way she read –not in a declamatory tone, but humbly. I immediately took the book to follow what she was saying. What a pleasure! The domestic atmosphere of the video strengthened the impression of reading together… at the same table… a nice ‘cuppa’ was the only thing missing. Every now and then I forget how much I like this language. As soon as the video was finished, I played it again… this time reading the poem with her… just to train my pronunciation (sorry, the teacher prevailed).   And now I’m here looking at those poems and trying to give them new meaning. Night Toad –the title poem- is beautiful in its testimony of a sudden death.

“You can hardly see him - / his outline, his cold skin / almost a dead leaf, / blotched brown, dull green, / khaki. He sits so quietly / pumping his quick breath / just at the edge of water / between ruts in the path. // And suddenly he is the centre / of a cone of light / falling from the night sky- / ruts running with liquid fire, / cobwebs imprinted on black, / each grass-blade clear / and separate – until the hiss / of a human life removes itself, / the air no longer creaks, / the shaking stops / and he can crawl back / to where he came from. // But what was this, / if it was not death?”

The balance between elements in the exact moment of death: the earthly beast in water, air and fire which is beaten in the fight between life and death.

‘My Father’s Handkerchiefs’ is also beautiful, with Wick’s fanciful metaphors trying to express the title of the poem. Used handkerchiefs take the form of origami monsters, skeletons in which everyone can see something different, like children watching clouds: butterfly, turtle, heron, lily, swan…

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